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Anthony Hopkins: attore e sensitivo

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sir Anthony Hopkins

Attore di talento formatosi nei duri ambienti del teatro classico, sir Philip Anthony Hopkins ha raggiunto la fama grazie ad interpretazioni memorabili, tra le quali spicca quella nel ruolo di Hannibal Lecter, l’inquietante psichiatra cannibale de Il silenzio degli innocenti, pellicola diretta da Jonathan Demme  nel 1991 con la partecipazione di una Jodie Foster da Oscar. Su Anthony Hopkins ci sarebbe molto da dire, a partire dai suoi trascorsi da musicista o dal suo supporto attivo e costante alle attività di Greenpeace; ma quella che andremo a raccontare è invece una cultstory poco conosciuta, che ha destato grande scalpore tra gli appassionati del ‘paranormale ‘. Come ogni vera storia cult che si rispetti anche questa trova pochissime conferme, ma l’insistenza delle voci, la particolarità dell’aneddoto ed alcuni indizi – decidete voi se considerarle prove – ci hanno convinto ad approfondire le ricerche, anche se non è stato facile a causa della grande attenzione che l’attore riserva alla propria privacy. L’incredibile notizia è la seguente: secondo alcuni il famoso attore britannico sarebbe nientemeno che.. un sensitivo! E non uno qualsiasi, ma addirittura tra i migliori al mondo, con capacità decisamente fuori dall’ordinario.

un giovanissimo Anthony Hopkins

un giovanissimo Anthony Hopkins

Tutto comincia con un giovanissimo Anthony Hopkins che, come ricorda lo stesso attore, aveva dei problemi non proprio comuni: ‘Ho sempre avuto una voce nella mia testa, quando ero più giovane ed insicuro. […] La piccola voce mi tirava giù, rimarcava i miei difetti e le mie mancanze. Non ero felice a scuola, tutti si prendevano gioco di me, per questo volevo lasciare il Galles, volevo essere qualcun altro. ‘ La comunicazione era resa più difficile da una leggera forma di dislessia, cui seguirono una progressiva introversione ed il distacco dalla realtà verso un mondo tutto proprio. A salvarlo intervennero la passione per il pianoforte ed il teatro, attraverso l’ammissione al Welsh College of Music and Drama. Per sopperire alle difficoltà nella lettura dei copioni, Hopkins si costrinse a leggerli e rileggerli anche 250 volte, fino alla completa memorizzazione delle battute; tutto questo allenamento sviluppò la sua memoria in maniera formidabile, cosa che tra l’altro irritò il permaloso regista Steven Spielberg durante le riprese di Amistad, quando l’attore gli dimostrò che poteva ricordare fino a sette pagine di battute senza commettere alcun errore.

sir Anthony Hopkins ai tempi di The girl from Petrovka

sir Anthony Hopkins ai tempi di The girl from Petrovka

Le incredibili capacità mnemoniche, la grande forza di volontà e la capacità di isolarsi dal mondo circostante furono, secondo alcuni, determinanti nello sviluppo delle sue supposte abilità E.S.P. Spulciando tra le interviste rilasciate dall’attore scopriamo che la sua vita è costellata di ‘sincronie ‘, avvenimenti casuali i cui risultati non sembrano per nulla casuali. Nel 1973, quando era ancora un emergente, gli fu offerta una parte nel film The Girl from Petrovka, di Robert Ellis Miller; deciso a farsi notare, cercò per tutta Londra il romanzo dal quale era tratta la sceneggiatura, ma ad ogni libreria si sentì rispondere che il libro era ormai fuori catalogo e che sarebbe stato impossibile trovarlo. Stanco e deluso, mentre attendeva la metro alla stazione di Leicester Square, notò un libro abbandonato su una panchina, si avvicinò e con sua grande sorpresa si accorse che si trattava proprio di The Girl from Petrovka . Aprendolo notò che vi erano delle annotazioni a matita molto fitte sulla maggior parte delle pagine. L’anno seguente cominciarono le riprese ed Hopkins ebbe modo di conoscere l’autore del romanzo, George Feifer, il quale gli raccontò di aver perso la propria copia con tutte le annotazioni per il film. Inutile dire che fu l’attore gallese a restituirgliela.

Di episodi simili sembra che Anthony Hopkins ne abbia vissuti molti; uno di questi riguarda il film Cuori in Atlantide del 2001, nel quale interpreta un esper ( per i fans del paranormale anche l’incredibile capacità di interpretare personaggi in qualche modo legati a poteri o disturbi psichici, sarebbe un indizio da non sottovalutare). Mentre girava in Italia il seguito de ‘ Il silenzio degli innocenti ‘, Hannibal, trovò un’autobiografia dello sceneggiatore William Goldman che menzionava lui e Stephen King e si augurava di poter lavorare un giorno con entrambi. Due giorni dopo fu contattato dallo stesso Goldman per una parte. Questi sono solo alcuni aneddoti, ma qualcuno afferma che dietro vi sia molto di più e che Hopkins abbia dei poteri che vanno ben al di là delle coincidenze, lo stesso attore una volta affermò:  ‘Ero molto legato al mio nonno materno. Quando ero un bambino ero molto confuso, lui mi ha dato consigli spirituali, consigli psicologici. Mi ha detto che possedevo dei doni che ancora non conoscevo.

Anthony Hopkins è il solitario e misterioso Ted Brautigan in ' Cuori in Atlantide'

Anthony Hopkins è il solitario e misterioso Ted Brautigan in ‘ Cuori in Atlantide’

Questi ‘doni ‘, altro non sarebbero che la capacità di vedere oltre il mondo fisico per captare quei segnali che a molti risultano inaccessibili. Ne è convinto il controverso sensitivo italiano Umberto Di Grazia, il quale afferma di aver lavorato con Hopkins in un gruppo di ricerca americano, il Mobius Group, diretto dal ricercatore Stephan Schwartz, nell’ambito di un progetto governativo statunitense teso ad indagare i fenomeni psichici, il progetto Star Gate, finanziato dal Dipartimento della Difesa, dalla NASA e dalla CIA.

il sensitivo Umberto Di Grazia

‘ Nel 1981 ho previsto l’attentato al presidente Reagan undici giorni prima che avvenisse – racconta Di Grazia in un’intervista – descrivendo nel dettaglio dove e quando sarebbe avvenuto, senza margine di errore. Così fui chiamato dal Mobius Group di Los Angeles. […]. Eravamo da dieci a quattordici persone in tutto il mondo, a seconda dei momenti. Fra di noi non ci conoscevamo ed eravamo contrassegnati da una sigla. […]. Quando poi hanno tolto il top secret ed hanno divulgato certi nostri lavori, ho scoperto che tra quelle sigle si nascondevano personaggi come l’attore Anthony Hopkins e lo scrittore Michael Crichton‘ . A questo punto della nostra indagine credevamo di aver raggiunto un vicolo cieco fatto di ipotesi ed illazioni ‘complottiste ‘, invece, con nostra grande sorpresa, abbiamo scoperto che esiste molta documentazione sul Mobius Group, dovuta soprattutto alla recente desecretazione dei documenti riservati delle maggiori organizzazioni investigative americane e che non tutta la documentazione è effettivamente consultabile, pur non essendo più top secret. Approfondendo abbiamo scoperto che sir Anthony Hopkins sarebbe stato ingaggiato dal Mobius in quanto capace di effettuare ‘visioni remote ‘ (localizzazione di oggetti e persone a grandi distanze), particolarmente precise e che lo scopo dell’intero progetto era capire come sviluppare tali abilità a livello militare per creare delle ‘ spie psichiche ‘ , difendendosi da quelle nemiche.

Non possiamo ovviamente dire dove sia la verità, come abbiamo già detto questa è una cultstory, quelli che abbiamo presentato sono solo indizi, futili ipotesi alla X-Files e, come negli episodi della celebre serie, è impossibile dire cosa sia reale e cosa no; l’unica certezza è che sono in molti a voler credere.

(M.G)

 

 

scritto da:

M. Gatti

Autodidatta affamato di novità. Fondatore di Cult Stories.

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