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Bruce e Brandon Lee, l’ombra della Triade sulla morte del Dragone

Brandon e Bruce Lee

Artisti marziali ed attori di fama mondiale, Bruce Lee e suo figlio Brandon ebbero molto in comune; anche una morte avvolta dal mistero, che ancora oggi fa parlare di cospirazione i suoi fans.

La morte di Bruce Jun Fan Lee (in pinyin Lǐ Xiǎolóng , cioè Lǐ  ‘piccolo drago ‘ in quanto nato nell’anno del drago e nell’ora del drago, secondo il calendario cinese), scatenò un fiume di teorie fantasiose, che divennero vere e proprie paranoie quando Brandon Lee seguì lo stesso destino. La leggenda vuole padre e figlio vittime consapevoli della stessa mano: quella della Triade, la spietata mafia cinese, che secondo molti è la vera responsabile della morte del Dragone e di suo figlio. Consapevoli, perchè entrambi sapevano quale maledizione li perseguitava.

Nella ricostruzione dei suoi fan, tutto ha inizio alla nascita di Bruce, il quale fin da subito comincia a recitare in diverse produzioni locali grazie al padre, attore famoso, ed alla Triade, da questi invocata a sostegno del futuro del proprio figlio. Alcuni collegano la presenza della Mafia cinese nella vita dei Lee al fatto che il diciottenne Bruce, durante una rissa particolarmente violenta, picchiò brutalmente il figlio di un alto membro dell’organizzazione criminale; altri, più semplicemente, alla posizione predominante che la Triade occupava nel mercato del cinema ed al suo desiderio di voler ‘gestire ‘ gli affari della giovane promessa dei film di Hong Kong, il quale rifiutò decisamente, ed ai puristi delle arti marziali, che non volevano fossero ‘esportate ‘ in occidente. Non si hanno prove della veridicità di una qualsiasi di queste ipotesi. Comunque sia andata, la leggenda narra che la Mafia cinese maledì Bruce, assicurandogli che lo avrebbe stroncato quando meno se lo aspettava e che avrebbe colpito lui ed i suoi discendenti. Così fu. Triade o no, entrambi morirono in circostanze più o meno misteriose e più o meno alla stessa età, intorno ai trent’anni.

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Bruce Lee in ‘ L’ultimo combattimento di Chen ‘

Come prova dell’esistenza di una vera e propria macchinazione criminale, i fan adducono la pellicola ‘ L’ultimo combattimento di Chen ‘, un lungometraggio postumo composto da spezzoni tratti da immagini di repertorio, nato da una sceneggiatura rimaneggiata dallo stesso Bruce Lee. Il film narra le vicissitudini di un’affermata star di action-movies di Hong Kong che rifiuta le pressanti offerte di management di una potente organizzazione criminale; una denuncia autobiografica, secondo gli appassionati.

Inoltre, sebbene le circostanze della morte dei due siano state in seguito chiarite, alcuni dubbi permangono.

Bruce morì per una violenta reazione allergica ad un farmaco assunto per combattere una forte emicrania, ma alcuni dettagli stridono. L’autopsia mise in risalto come il suo cervello, che mediamente in un adulto pesa circa 1.400 grammi, ne pesasse invece 1.575, il 13% in più. In particolare il neurochirugo Peter wu che lo ebbe in cura dichiarò in un primo momento che la causa della morte era da attribuire ad una reazione alla cannabis o all’Equagesic, il farmaco assunto dall’attore; ma in seguito ritrattò fermamente queste dichiarazioni aggiungendo che sul momento non poteva ‘contraddire le dichiarazioni dello scienziato forense appositamente assunto da Scotland Yard per chiarire le circostanze del decesso‘.

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Brandon Lee in ‘ Il Corvo ‘

Brandon si spense per un tragico, quanto sospetto incidente sul set de ‘Il Corvo ‘, il film che ne consacrò il successo. Secondo le ricostruzioni tutto si deve ad un malfunzionamento mai dimostrato dell’arma di scena, la quale sparò, oltre che il colpo a salve, anche frammenti di un colpo rimasti in canna da scene precedenti. Ai fans sembrò sospetta la velocità con la quale la famiglia Lee ritirò la denuncia, impedendo di fatto il proseguimento delle indagini dell’ F.B.I. La scena dell’omicidio fu ripresa dalle telecamere della produzione, ma il filmato fu dapprima alterato e poi distrutto per volontà degli eredi stessi. I successivi incidenti probatori rivelarono l’impossibilità dello svolgersi della tragedia, secondo le meccaniche raccontate alla polizia.

In entrambi i casi, il mistero rimane e contribuisce ad alimentare la loro leggenda.

(M.G.)

In questo breve filmato, Bruce Lee illustra i principi filosofici della sua arte:

Svuota la tua mente, sii senza forma, indefinito, come l’acqua. Se metti l’acqua in una tazza, essa diventa la tazza; se la metti in una bottiglia, diventa la bottiglia, in una teiera, diventa la teiera. L’acqua può scorrere o può distruggere. Sii acqua, amico mio.

 

scritto da:

M. Gatti

Autodidatta affamato di novità. Fondatore di Cult Stories.

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