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Coco Chanel, stilista e spia nazista

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Coco Chanel, fotografata da Robert Doisneau nel 1953.

Chi non conosce Coco Chanel, la rivoluzionaria stilista francese, icona cult della moda? Il suo nome è indissolubilmente legato alla sua maison e al profumo Chanel n°5, l’unica cosa che valeva la pena di indossare a letto, secondo Marylin Monroe. La sua vita fu un’avventura costellata di dolori, successi, intuizioni, amori e.. spionaggio. Già, perchè secondo alcuni documenti segreti resi poi pubblici, Coco Chanel fu anche un abile ed astuto agente segreto che durante la seconda guerra mondiale collaborò con tedeschi e russi.

Nata in un ospizio per poveri a Saumur, Francia, da una relazione clandestina, la piccola Gabrielle Bonheure Chanel perse la madre ad appena 6 anni e fu quindi spedita in un orfanotrofio dove, a causa della sua povertà, venne maltrattata dalle suore che gestivano la struttura. Secondo molti, la predilezione della stilista per le linee austere degli abiti ed il frequente uso del bianco e nero si deve proprio a quel periodo. Fu quando, dopo aver lasciato l’orfanotrofio, si esibì come cantante nei caffè parigini che le fu affibbiato il nomignolo di Coco, derivante dalla canzone Qui qu’a vu Coco? che apriva le sue esibizioni. La sua fortuna si deve all’accuratezza con la quale sceglieva le sue relazioni e le sue amicizie, tutte facoltose e ben disposte a finanziare i suoi progetti, alla capacità imprenditoriale ed all’innata predisposizione ad uscire fuori dagli schemi.

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Gabrielle Bonheur “Coco” Chanel, da giovane.

Furono proprio queste caratteristiche che la portarono ad avere un ruolo importante durante la seconda guerra mondiale, quando, a causa del conflitto, fu costretta a chiudere il suo atelier parigino per dedicarsi ad un’attività più emozionante, quella di agente segreto. In una Parigi devastata dai bombardamenti tedeschi, che ben poco aveva di affascinante, la stilista francese intraprese dapprima una relazione con Hans Günter von Dincklage, membro del controspionaggio nazista (Abwehr) e poi con un ufficiale delle famigerate S.S., la terribile organizzazione paramilitare nazista. Del resto, le sue relazioni avevano incluso personaggi ben più stravaganti, a cominciare dal II° Duca di WestminsterHugh Richard Arthur Grosvenor, noto antisemita e fiancheggiatore del nazismo, che le aveva regalato una casa a Londra ed un terreno a Roquebrune-Cap-Martin, dove sorge Villa La Pausa, progettata dalla stessa Chanel. Non è difficile credere che in realtà Gabrielle fosse più interessata ai suoi profitti che non alle ideologie di partito, anche se il giornalista Hal Vaughan nel suo saggio ‘A letto con il nemico – La guerra segreta di Coco Chanel ‘, sostiene che, oltre che opportunista, fosse ‘ridicolmente snob’, razzista, omofobica e che odiasse ebrei e comunismo.

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Coco Chanel,fotografata da Alexander Liberman.

Da numerosi documenti emersi dagli archivi dell’intelligence tedesca e francese, risulta evidente che agli inizi del 1941 Coco Chanel fu contattata dall’Abwehr, che teneva in gran considerazione le numerose amicizie altolocate della stilista, tra cui il primo ministro inglese Winston Churchill, e fu arruolata con il nome in codice di Westminster (riferito alla sua relazione con il duca Grosvenor), matricola F 7124, al fine di intrattenere rapporti diplomatici segreti con Churchill stesso ed altri personaggi di rilievo. Forte della sua posizione, provò anche a sfruttare le leggi razziali in vigore in quegli anni, per riottenere i profitti del celebre Chanel n°5, venduto anni prima ad una famiglia ebrea, ma senza successo.

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Marilyn Monroe e il suo Chanel n°5.

L’operazione più rilevante alla quale prese parte, fu l’operazione ‘Cappello da modella‘ (Modellhut, in tedesco) del 1943, che la voleva ambasciatrice degli ufficiali tedeschi decisi ad abbandonare Hitler, e negoziatrice di una pace segreta con gli inglesi. Le trattative si sarebbero dovute svolgere in Spagna, sotto la copertura di un viaggio d’affari, per il quale Coco Chanel fu accompagnata dalla sua assistente Vera Bate Lombardi e dal Conte Joseph von Ledebur-Wicheln, un agente segreto nazista. Fu proprio la Lombardi, non troppo convinta dagli atteggiamenti sospetti dei suoi compagni di viaggio, a denunciarli all’ambasciata britannica come spie naziste. L’accusa portò a diversi interrogatori e ad un processo che però non ebbero conseguenze per Gabrielle, a favore della quale intervenne nientemeno che Churchill in persona. La stilista e la sua maison erano salve, Coco Chanel tornò presto ad occuparsi dei suoi affari e ad essere quell’icona di stile che tutti conoscono, giacchè, come ella stessa disse una volta: ‘una donna deve essere solo due cose, elegante e straordinaria ‘.

(M.G)

scritto da:

M. Gatti

Autodidatta affamato di novità. Fondatore di Cult Stories.

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