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De André il ‘bombarolo’

L’opera di Fabrizio De André è stata ed è tuttora considerata il manifesto in musica del pensiero critico sul potere costituito, sia esso politico, religioso o familiare. I suoi testi sono divenuti lo slogan della generazione sessantottina e non solo, lungi dall’essere le tipiche canzoni di musica leggera a cui ci hanno abituato i suoi contemporanei come Battisti e Mina.

Fabrizio De André

La polizia ha sempre considerato il musicista un ‘agitatore delle masse ’ fin dai tempi della strage di Piazza Fontana, le cui indagini lo coinvolsero indirettamente perché reo di conoscere uno degli inquisiti, l’extraparlamentare Isaia Mabellini, simpatizzante del marxismo-leninismo.

Pur poggiandosi su ipotesi e congetture, l’interesse della Questura di Milano, sebbene con gli anni affievolita, non si spense mai del tutto e le ‘avventure giudiziarie’ di De André ripresero nel 1976, quando, conseguentemente all’acquisto di un appezzamento di terreno a Sassari, l’Antiterrorismo ipotizzò la volontà del cantautore di istituire una comune per extraparlamentari di sinistra. A rafforzare queste ipotesi, dal punto di vista degli investigatori, il fatto che a Genova De André frequentasse ambienti anarchici e filo-cinesi.

anni di piombo

Scattata nel 1977 durante gli scontri di Milano, questa foto è diventata l’immagine-simbolo degli anni di piombo.

Mentre imperversavano gli anni di piombo, un’altra pesante accusa cadde sulla sua testa: quella di essere un simpatizzante delle Brigate Rosse e finanziatore dei terroristi attraverso la copertura del Circolo “Due Porte”, destinato, almeno ufficialmente, all’organizzazione di eventi ricreativi, fra cui concerti dello stesso De André.

Pur senza disporre di prove tangibili, le indagini sul suo conto andarono avanti costantemente per un decennio, dal 1969 al ’79, per poi concludersi con un nulla di fatto. La questione è venuta fuori solo negli anni ’90, dopo il ritrovamento in una via romana di archivi dei servizi segreti relativi proprio al cantautore genovese.

(A.C.)

De Andrè, Il bombarolo, da ‘Storia di un impiegato ‘ del 1973:

scritto da:

Annachiara Chezzi

Laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Gestione delle Attività Turistiche e Culturali, è creatrice ed articolista di Cult Stories. La sua innata curiosità la spinge a non accontentarsi di nuotare in superficie e a voler approfondire gli argomenti che tratta.

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