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Il vero volto di Super Mario

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da leggere ascoltando: Koji Kondo, ‘Super Mario Bros official theme’

È forse il personaggio più famoso della storia dei videogames, conosciuto anche da chi non ha mai preso in mano un joystick o frequentato una sala giochi: è Super Mario, icona assoluta della cultura pop degli ultimi decenni (quest’anno spegne ben 30 candeline), l’inconfondibile idraulico italo-americano dai folti baffi neri e la salopette blu.

Eletto il ‘miglior gioco di tutti i tempi ’, Super Mario Bros. vanta 15 versioni, più alcuni seguiti e remake per le diverse piattaforme Nintendo, per un totale di 40 milioni di copie vendute nel mondo; un film di produzione americana (dalla riuscita discutibile, secondo gli appassionati) e un anime distribuito solo nel circuito giapponese. Non si contano le varie versioni alternative, alcune delle quali fanmade, e le più di 200  ‘comparse’ del simpatico character nel variopinto universo dei giochi e dei fumetti.

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La prima versione di ‘Super Mario Bros.’ (1985)

Super Mario nasce ufficiosamente nel 1981 dal genio del game designer giapponese Shigeru Miyamoto, come personaggio secondario del videogame Donkey Kong. Quattro anni dopo, il 17 settembre 1985, esce in Giappone e negli USA la prima versione ufficiale di quello che sarebbe diventato il gioco più famoso del mondo, ‘Super Mario Bros.’, appunto. La trama portante narra le vicende del popolo dei Toad, simpatiche creature dalla testa a forma di fungo, che vivono pacificamente nel Regno dei Funghi (Mushroom Kingdom), fino al giorno in cui gli scagnozzi del re Koopa Troopa Bowser rapiscono la principessa Peach invadendo il loro territorio. Venuti a conoscenza dell’accaduto, l’idraulico Mario e suo fratello Luigi cominciano un viaggio verso il Regno dei Funghi per affrontare il malvagio re e liberare la principessa. E qui entriamo in gioco noi, guidando il baffuto eroe verso la vittoria, fra i diversi mondi-livelli che lo separano dalla sua Peach. Ma tutto ciò è risaputo, come anche alcuni aneddoti legati alla vita del protagonista: il cognome ad esempio è Mario, mai confermato dai suoi creatori, ma  dedotto a rigor di logica dal titolo del game (cioè ‘I fratelli Mario ’) e ribadito nel già citato film.

Un’altra curiosità nota a tutti è relativa alle sue origini italiane (il nome e l’aspetto davvero non potrebbero contestarlo), ma in pochi sanno che Mario è una persona in carne ed ossa! Si dà il caso che il nome del nostro eroe sia un omaggio al signor Mario Segale, non un idraulico panciuto in salopette e berretto rosso, ma un imprenditore immobiliare figlio di immigrati italiani di Tukwila (Washington), che ha avuto il merito di affittare l’edificio della prima sede americana della Nintendo nei primi anni ’80, contestualmente al lancio di Donkey Kong negli Stati Uniti.

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L’imprenditore immobiliare Mario Segale, in una foto del 1956.

Secondo la leggenda, l’allora presidente del NOA Special Projects (il primo ramo di sviluppo della Nintendo of America) Minoru Arakawa, dopo aver fatto la conoscenza di Segale, notò una somiglianza fra l’imprenditore ed uno dei personaggi secondari del game appena lanciato nel mercato statunitense, quell’omino buffo col compito di sconfiggere il grosso gorilla, che ai tempi veniva chiamato JumpMan o Mr. Video. Così, per iniziativa del presidente, nell’ambiente cominciarono a denominarlo Little Mario, per poi battezzarlo ufficialmente con questo nome con l’uscita della prima versione del game a lui dedicato, nel 1985.

Che cosa ne pensa il ‘vero’ Mario della fama mondiale del suo alter ego in pochi lo sanno: è da trent’anni che molti giornalisti ed appassionati cercano invano di intervistarlo o soltanto vederlo di persona, ma l’uomo è notoriamente poco incline ai riflettori. Di lui infatti circola nel web solo una foto, decisamente datata, dalla quale non si evince una grande somiglianza con l’idraulico della Nintendo. Chissà, forse, non notandola neanche lui, se n’è risentito…

(A.C.)

Curiosità:

  • L’aspetto di Super Mario è frutto degli scarsi mezzi tecnologici a disposizione di Miyamoto nei primi anni ’80: potendosi servire di un numero limitato di pixel, il graphic designer optò per un grosso naso che copriva una buona metà del viso del personaggio, un paio di baffi per evitare di definire la bocca ed infine un cappello per coprire i capelli.
  • Le ormai celebri esclamazioni ‘Mamma mia! ’ e ‘It’s-a me Mario ’ sono doppiate dall’attore Charles Martinet, che ha prestato la voce anche a Luigi, Wario, Waluigi, Mastro Toad, Baby Mario, Baby Luigi e Baby Wario.

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scritto da:

Annachiara Chezzi

Laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Gestione delle Attività Turistiche e Culturali, è creatrice ed articolista di Cult Stories. La sua innata curiosità la spinge a non accontentarsi di nuotare in superficie e a voler approfondire gli argomenti che tratta.

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