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L’invasione aliena in diretta radiofonica

Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto che avevamo sottovalutato l’estensione della vena di follia della nostra America.”

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Al giorno d’oggi può sembrarci impossibile una simile reazione dopo aver ascoltato un programma radiofonico, per quanto terrificante o strabiliante possa essere il racconto dello speaker. Colpa forse dell’apatia emotiva della nostra generazione tecnologica, incapace ormai di stupirsi, pronta com’è a verificare qualsiasi argomento con un semplice click.

h-g-wells-war-of-the-worlds-original-cult-storiesUna volta però un racconto di fantascienza poteva scatenare un panico di dimensioni continentali: è questo il caso de ‘La guerra dei mondi ‘ di H.G. Wells. Erano gli anni di Roosevelt e, mentre l’America cercava di rimettesi in piedi dopo la Grande Depressione, dall’altra parte del mondo scoppiava la più terribile delle guerre.
Il 30 ottobre 1938, alle 8 di sera, la stazione radiofonica della CBS mandò in onda uno sceneggiato, interpretato dall’allora ventitreenne Orson Welles, all’interno del programma settimanale ‘Mercury Theatre on the Air ‘, che verteva sulla lettura di componimenti celebri. In questo caso l’opera era appunto ‘La guerra dei mondi’, romanzo cult della letteratura fantascientifica, che narra di una terribile invasione aliena fautrice della quasi totale estinzione del genere umano.

L’opera fu riadattata per l’occasione dagli autori del programma, che ne trasformarono i bani tratti in veri e propri comunicati sullo stile del notiziario, da trasmettere durante la programmazione musicale. E così un Welles via via sempre più allarmato dalla caduta sul suolo americano di un corpo celeste piovuto dal cielo, metteva al corrente il suo pubblico, interrompendo il corso delle canzoni:
Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. 
Subito dopo, venne annunciata la caduta dell’oggetto sconosciuto nelle campagne di Grovers Mill, nel New Jersey.

Con la complicità di un vero cronista della CBS, seguì un’ intervista ad un fantomatico astronomo, il quale ipotizzò si trattasse di un semplice meteorite. E così, di nuovo, la musica venne interrotta per una, due, diverse volte. La voce dello speaker si faceva sempre più sgomenta.. Dal ‘meteorite’ sembrò spuntare qualcosa di vivo, simile ad un polpo gigante. “Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbia mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… Qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere..” Dalla radio si distinguevano perfettamente urla e rumori indefiniti, degni del più verosimile film horror.

Fu il panico totale in tutti gli Stati Uniti, da nord a sud del continente la gente, senza nemmeno aver atteso la fine della trasmissione, si riversò in strada in preda ad attacchi di isteria e pianto, con la speranza di cercare un posto che la proteggesse dagli alieni. Era il delirio più assoluto: chiese e cappelle furono prese d’assalto, uomini e donne, giovani ed anziani pregavano affinché gli invasori li lasciassero in pace. I più temerari si aggiravano per le strade con armi improvvisate ed attrezzi da lavoro, pur non nascondendo il terrore di potersi trovare di fronte a quegli esseri immondi così ben descritti dal cronista della radio. Dei testimoni affermano che ci furono addirittura alcuni suicidi: vien da pensare che se esistesse un Oscar per l’interpretazione via radio dei romanzi, questo spetterebbe di diritto a Welles.

Ci vollero giorni perché tutto tornasse alla normalità, eppure, l’ormai celeberrimo programma era stato introdotto e concluso con l’avviso che il racconto altro non era che un riadattamento del romanzo di H.G. Wells…

(A.C.)

Un estratto dei momenti più drammatici della trasmissione:

scritto da:

Annachiara Chezzi

Laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Gestione delle Attività Turistiche e Culturali, è creatrice ed articolista di Cult Stories. La sua innata curiosità la spinge a non accontentarsi di nuotare in superficie e a voler approfondire gli argomenti che tratta.

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