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La maledizione di Poltergeist

Celebre scena del film, nella quale la piccola Carol Anne si avvicina al televisore, richiamata dalla diabolica presenza. Subito dopo annuncerà alla propria famiglia l'arrivo delle entità paranormali con la frase cult 'Sono qui' (They're here). Poltergeist carol anne they're here tv cult scene hooper spielberg paranormal horror movie cult stories cultstories.altervista.org

La piccola Carol Anne si avvicina al televisore, richiamata dalla diabolica presenza.

Poltergeist (Demoniache presenze) è un film horror diretto da Tobe Hooper nel 1982, che ha visto anche la produzione di due sequel ed una serie tv. La trama del film è abbastanza semplice: la famiglia Freelings vive tranquilla in una piccola cittadina statunitense, finchè non cominciano ad accadere fenomeni inspiegabili e terribili che si concentrano in particolar modo sulla piccola Carol Anne. La situazione diverrà sempre più insostenibile finchè non interverrà una medium a risolvere il tutto. Nel film ci sono diversi colpi di scena ed un finale a sorpresa che non vogliamo rivelarvi, nel caso non l’abbiate ancora visto. La pellicola, che ottenne diversi riconoscimenti ed il favore del pubblico, è divenuta presto un cult generazionale ed è stata citata in numerose altre produzioni. Il regista dichiarò in un’intervista di aver tratto ispirazione dalle presenze che sentiva intorno a sé e dagli inquietanti fenomeni, che cominciarono a verificarsi dopo la morte del padre.

L’opera di Hooper viene però ricordata anche per un’altra, sinistra, caratteristica: durante le riprese vi sono stati così tanti eventi inspiegabili e tragici, da dar luogo ad una vera e propria leggenda legata alla trilogia, la cosiddetta Maledizione di Poltergeist.

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JoBeth Williams in Poltergeist. La sua reazione è più vera di quel che si possa pensare.

Tra i membri dello staff furono in molti a sostenere di esser stati testimoni di strani accadimenti; Margaret Jobeth Williams, ad esempio, che nel film interpreta Diane Freeling, ha più volte raccontato che ogni volta che tornava a casa dal set, trovava immancabilmente i quadri appesi al muro in posizioni diverse da come erano stati sistemati il giorno prima. Zelda May Rubinstein, l’eccentrica medium Tangina Barrons, ha invece riferito di aver avuto una fugace visione, mentre era sul set, del suo cane che si avvicinava per dirle addio; qualche ora dopo sua madre le telefonò per dirle che il suo cane era morto.

Gli episodi più rimarchevoli sono però quelli legati al triste destino di alcuni membri del cast, le vittime furono ben 4:

Heather O’Rourke, nel film la piccola Carol Anne, ammalatasi del Morbo di Crohn poco dopo l’uscita di Poltergeist II, a soli 12 anni, fu sottoposta a cure mediche durante tutta la lavorazione di Poltergeist III. Morì subito dopo (secondo alcuni poco prima) la fine delle riprese e fu sepolta a Los Angeles, accanto a Dominique Dunne, sua sorella nel primo Poltergeist. Nel film, il fratello Robbie ha tra i suoi poster quello del XXII° Superbowl, il quale avrebbe avuto luogo solo sei anni più tardi; Heather morì il giorno successivo al XXII° Superbowl, quello del 1988.

Dominique Dunne, ovvero Dana Freeling, sorella maggiore di Carol Anne, venne strangolata poco dopo l’uscita del film dall’ex fidanzato, il cuoco John Thomas Sweeney, in preda ad un raptus. E’ sepolta a Westwood, vicino all’attrice Natalie Wood, scomparsa misteriosamente.

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Qualcuno volò sul nido del cuculo, il Grande Capo Bromden (Will Sampson), abbraccia Randle Patrick McMurphy (Jack Nicholson).

 

Will Sampson, attore Nativo americano Creek, noto ai più per aver interpretato il silente Grande Capo Bromden in Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman (1975), perse la vita poco dopo l’uscita del secondo episodio di Poltergeist in seguito a complicazioni mediche successive ad un trapianto. Secondo una cultstory piuttosto diffusa, Sampson, allarmato dagli strani fenomeni che continuavano a ripetersi, compì un rito sacro tipico della sua cultura d’origine, al fine di esorcizzare il set. Una mossa poco saggia, secondo i sostenitori della maledizione.

Louis Byron ‘Lou’ Perryman, attore ed operatore di macchina, fu brutalmente assassinato anni dopo da un uomo con problemi psichici che, secondo fonti non accertate, durante l’aggressione avrebbe urlato qualcosa a proposito di Satana e dell’inferno.

Julian Beck, brillante attore e regista teatrale, nonchè poeta e pittore, morì poco dopo la fine delle riprese in seguito ad un cancro allo stomaco.

Ma quale fu la causa di tanto accanimento? I fans non hanno dubbi: tutto si deve alla scelta di Steven Spielberg, produttore e sceneggiatore del film, di utilizzare scheletri veri al posto dei costosi sostituti di plastica o gomma. Una decisione che per molti è all’origine dei tragici avvenimenti che prendono il nome di Maledizione di Poltergeist.

(M.G)

Curiosità:

La scena più cult del film è sicuramente quella in cui la piccola Carol Anne annuncia l’arrivo delle presenze demoniache con la frase: Sono qui (They’re Here). La scena è stata riproposta e parodiata in moltissime altre produzioni.

L’orario che si intravede sul televisore, 2:37, è forse un riferimento alla camera 237 dell”Overlook Hotel, nel quale è ambientato il capolavoro di Stanley KubrickThe Shining (1980).

scritto da:

M. Gatti

Autodidatta affamato di novità. Fondatore di Cult Stories.

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