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Fight Club, storie dal making of

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Fight Club è uno di quei film che si son guadagnati lo status di ‘cult ‘ già poche settimane dopo l’uscita nelle sale cinematografiche; diretto da David Fincher nel 1999 e basato sull’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk, è magistralmente interpretato da Brad Pitt (Tyler Durden), Helena Bonham Carter (Marla Singer) e Edward Norton (il narratore). L’opera di Fincher ritrae così bene l’atmosfera surreale del libro, che lo stesso scrittore ha successivamente dichiarato di considerare la pellicola un ‘ ampliamento del suo romanzo ‘.

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Fight Club, locandina animata.

Alcuni dei temi proposti seguono il filo delle vicende personali dell’autore, ad esempio l’idea alla base del libro deriva da una rissa che coinvolse Palahniuk ed i suoi amici quando, durante un campeggio, si lamentarono con i vicini di tenda per il volume troppo alto della loro musica. Il lunedì successivo lo scrittore si presentò al lavoro con la faccia pesta, ma tutti i presenti fecero finta di nulla. Altri ancora, come il frequentare gruppi di terapia per malati gravi o inserire fotogrammi porno nelle pellicole per famiglie, vengono dai racconti delle goliardate dei suoi amici.

Il film trae la sua forza da una trama originale ed allucinata e da una serie di personaggi fuori dagli schemi. I protagonisti maschili, il narratore e Tyler Durden, hanno richiesto non poco lavoro ai rispettivi interpreti, i quali hanno dovuto prendere lezioni di boxe e taekwondo, intervallate da un corso sulla fabbricazione del sapone, mentre la Bonham Carter si è così immedesimata nel ruolo di Marla Singer, da pretendere che il make up del suo personaggio le fosse applicato dalla truccatrice con la sola mano sinistra, nella convinzione che la protagonista non fosse una persona molto attenta o pratica nel truccarsi. Lo stesso Fincher ha puntato molto sul realismo: il primo pugno dato dal Narratore a Tyler era più vero di quanto Brad Pitt avrebbe voluto, il regista prima di girare la scena aveva infatti preso da parte Edward Norton insistendo perchè lo colpisse davvero, lo stesso Norton non ha poi saputo trattenere un sorriso alla reazione di Pitt. Sempre in nome della perfezione, il futuro marito di Angelina Jolie, durante la lavorazione del film, ha passato ben tre giorni in studio con Helena Bonham Carter a registrare una serie di suoni ‘orgasmici’ per delle scene di sesso che non si vedono e, nella scena in cui il Narratore e Durden tirano palline da golf da ubriachi, possiamo ammirare Edward Norton e Brad Pitt realmente brilli che mirano al furgone del catering fuori campo.

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Il Narratore e Bob.

Neanche i personaggi secondari sono stati esentati, Meat Loaf, che nel film interpreta il corpulento Bob, ha dovuto recitare indossando delle pesanti sacche piene di mangime per uccelli per ricreare l’effetto di un’obesità strabordante ed avvolgente. La propensione al realismo costò anche qualche tirata di orecchi al regista da parte della casa di produzione, la quale impedì che nella pellicola fosse inserita la vera ricetta di un esplosivo ‘homemade‘, cioè ricavato con ingredienti di uso comune, e trattò con Fincher la cancellazione della battuta ‘Voglio un aborto da te’, che Marla Singer avrebbe dovuto dire a Tyler Durden dopo un’intensa nottata di sesso. Il regista acconsentì, a patto di sostituirla una volta sola; la nuova battuta fu ‘Oh mio Dio, era dalle elementari che nessuno mi scopava così! ‘ e a nulla valsero le proteste della produttrice Laura Ziskin.

Il film, come dicevamo all’inizio, si è fin da subito guadagnato l’appellativo di ‘cult movie‘ e molte delle sue battute sono rimaste nell’immaginario comune, a cominciare dalle regole del fight club, spesso citate in numerose altre produzioni e dal monologo pronunciato da Tyler Durden agli associati del club, con il quale chiudiamo questo articolo.

Vedo nel Fight Club gli uomini più forti e intelligenti mai esistiti. Vedo tutto questo potenziale, e lo vedo sprecato. Porca puttana, un’intera generazione che pompa benzina, serve ai tavoli o schiavi con i colletti bianchi. La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti. Fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia. Non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo né la Grande Guerra né la Grande Depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale. La nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock star… ma non è così e lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene.

(M.G)

Curiosità:

Nel film è presente anche Leonardo DiCaprio, o meglio il suo respiro, estrapolato dal film ‘Titanic‘ ed inserito nella scena della grotta gelata.

Il finale di Fight Club:

 

scritto da:

M. Gatti

Autodidatta affamato di novità. Fondatore di Cult Stories.

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