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Savant, i geni fragili

Stephen Wiltshire ritrae con incredibile esattezza Manhattan

Stephen Wiltshire, savant, ritrae con incredibile esattezza Manhattan

Capacità straordinarie ed una memoria senza limiti sono le caratteristiche che accomunano gli affetti dalla sindrome del savant, versione meno offensiva del più popolare idioti sapienti (dal francese idiot savant ), ma questi incredibili ‘doni’ sono purtroppo compensati da problematiche mentali che spesso impediscono loro una vita ‘normale’.

il dott. John Langdon Down, fu il primo a documentare il 'savantismo'

il dott. John Langdon Down, fu il primo a documentare il ‘savantismo’

La storia documenta numerosi casi di savant, il primo verificato in termini più o meno scientifici è probabilmente quello di Thomas Fuller, un uomo africano deportato come schiavo in America verso il 1724, capace di calcoli complicatissimi pur senza alcun rudimento scolastico. Conosciuto anche come Negro Tom o il Calcolatore della Virginia, fu schiavizzato a soli 14 anni e dopo un massacrante viaggio via nave in condizioni disumane, venduto ad una famiglia di Alexandria, in Virginia. La fama delle sue abilità matematiche si diffusero presto in tutta la East Coast, tanto da essere chiamate in causa anche dagli attivisti per l’abolizione della schiavitù i quali le usarono per dimostrare che gli schiavi neri non erano meno intelligenti dei bianchi e che, a giudicare dalle loro azioni, poteva semmai essere vero il contrario. La cultstory che lo riguarda racconta che all’età di circa 70 anni, Fuller fu messo alla prova da due uomini, William Hartshorne and Samuel Coates, i quali gli posero due quesiti matematici: il primo circa l’ammontare di secondi contenuti in un anno e mezzo, la risposta esatta era 47,304,000 e all’uomo occorsero meno di due minuti per fornirla; il secondo chiedeva di calcolare il numero di secondi vissuto da un uomo all’età di 70 anni, 17 giorni e 12 ore. Dopo circa un minuto venne fornita la risposta di 2,210,500,800 secondi, ma fu giudicata errata dai due esaminatori, allorchè Fuller rispose placidamente ‘No, padrone, voi dimenticate gli anni bisestili ‘, l’inserimento del nuovo parametro diede ovviamente ragione al calcolatore della Virginia.

Derek Paravicini, musicista prodigio, ha cominciato a suonare il piano all'età di due anni

Derek Paravicini, musicista prodigio, ha cominciato a suonare il piano all’età di due anni

La sindrome del savant fu teorizzata nel 1887 dal medico britannico John Langdon Down, il quale dedicò la sua vita allo studio di persone dalla ‘mentalità debole ‘ ed è forse più famoso per la descrizione di quella che ora viene chiamata Trisomia21 o più comunemente Sindrome di Down. Ancora oggi i savant costituiscono un affascinante mistero e spesso vederli all’opera è pura magia. Come nel caso di Stephen Wiltshire, un artista capace di disegnare un intero panorama urbano completo di dettagli dopo averlo visto una volta soltanto; di Derek Paravicini e Leslie Lemke, musicisti, entrambi nati prematuramente e completamente ciechi, capaci di rieseguire perfettamente un brano lungo e complesso dopo averlo ascoltato solo una volta e di memorizzare e rieseguire migliaia di pezzi; di David Tammet, che può vedere le forme ed i colori dei numeri grazie ad una sinestesia particolarmente complessa (la sinestesia è il fenomeno percettivo che mescola sensazioni e percezioni, permettendo di identificare ad esempio le note musicali sottoforma di colori ) e riesce ad imparare una nuova lingua in una settimana, pur conoscendone già 11; di Kim Peek, che ha letto e memorizzato più di 8000 libri leggendoli solo una volta, senza far differenza tra romanzi o elenchi telefonici, ed era capace di recitarli senza alcun errore; di Alonzo Clemons, scultore, che ricrea perfette copie in cera di animali visti o intravisti solo una volta, o come nel caso di Albert Einstein, Isaac Newton, George Orwell, Immanuel Kant, Mozart, Beethoven, Hans Christian Andersen, Freud, Hitchcock, Warhol Lewis Carroll, che secondo alcuni studiosi sarebbero stati affetti da una lieve forma di autismo ed avrebbero avuto accesso al segreto dei savant.

La scienza non ha ancora ben compreso il meccanismo che legherebbe alcuni disturbi come l’autismo alle stupefacenti capacità della mente dei savant, a grande linee l’ipotesi più accreditata è che la patologia in qualche modo inibisca le aree del cervello abilitate ai gesti ed al comportamento di tutti i giorni, liberando invece dai limiti che noi stessi ci poniamo quelle relative alla disponibilità delle informazioni ed al loro utilizzo, permettendo così un accesso più rapido e funzionale all’immensa quantità di dati che ogni giorno la nostra mente raccoglie. Ciò che ne consegue è l’idea, sempre più diffusa, che tali capacità siano già insite in ognuno di noi, e che spetti a noi liberarle, scrollandoci di dosso quei paletti che la vita quotidiana ci impone.

(M.G)

Curiosità:

Le straordianarie capacità mnemoniche di Kim Peek hanno ispirato Rain Man, film diretto da Barry Levinson nel 1998 ed interpretato da Tom Cruise, Dustin Hoffman e Valeria Golino.

Nel video Stephen Wiltshire, Derek Paravicini, Kim Peek ed un estratto da Rain Man:

 

scritto da:

M. Gatti

Autodidatta affamato di novità. Fondatore di Cult Stories.

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